regione basilicata net it
Non essendo bagnata dal mare e data la sua altitudine, Melfi ha un clima temperato freddo, con piogge irregolari e presenti perlopiù nelle stagioni autunnali ed invernali ed inverni rigidi con frequenti nevicate. Le estati sono piuttosto calde con un clima secco. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +5,6°C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +23,6°C.
La fondazione di Melfi (sebbene abitata da epoche remote) è di ignota datazione ed esistono vari pareri discordanti. Giovanni Pontano e Leandro Alberti sostennero che la città fu istituita dai greci; il monaco longobardo Erchemperto nelle sue opere attribuì la nascita di Melfi ad alcune famiglie dell'impero romano. Quando Costantino il Grande ricostruì Bisanzio, queste decisero di trasferirsi nella città ma, a causa di un violento nubifragio nei pressi di Schiavonia, sostarono a Ragusa (Croazia). Dopo essere state ivi cacciate, tornarono sulle coste italiane e, insediandosi nell'area del Vulture, fondarono Melfi. Esiste un'altra teoria che ne data la fondazione ai primi anni dell'XI secolo, ad opera del bizantino Basilio Boioannes, poiché non esistono prove documentali della sua esistenza in tempi precedenti.
Dall'antichità ai Normanni
I primi centri abitati, situati nella frazione Leonessa, attestano che l'area dell'attuale Melfi era abitata sin dai tempi del neolitico. Dauni e lucani furono tra le prime civiltà ad insediarsi nel suo territorio. In epoca romana, l'abitato era in secondo piano rispetto ad altre località limitrofe come Venusia (l'attuale Venosa), dato che quest'ultima, trovandosi in un punto strategico della via Appia, fu un'importante centro di scambi commerciali. Con la fine dell'Impero Romano, la zona, occupata dai bizantini e poi dai longobardi, iniziò ad acquistare maggior importanza, ma fu con l'arrivo dei normanni che iniziò ad assumere un ruolo fondamentale. Nel 1042, Guglielmo Braccio di Ferro e gli altri membri della famiglia Altavilla ottennero dal duca longobardo Guaimario IV di Salerno il riconoscimento ufficiale della conquista della città, diventando in cambio suoi vassalli, e partirono da Melfi per mettere sotto il proprio dominio l'intero meridione d'Italia. La città stava passando un momento fulgido della sua storia, diventando capitale del ducato di Puglia e Calabria nel 1059 e, nonostante questo titolo verrà successivamente riconosciuto a Salerno ed infine a Palermo, continuò ad essere un centro molto importante dell'impero normanno. Sempre nel 1059, Roberto il Guiscardo ricevette a Melfi la nomina di duca di Puglia e Calabria dal pontefice, divenendone suo vassallo. A Melfi si tennero cinque concili: nel corso del terzo, del 1089, papa Urbano II indisse la Prima Crociata in Terra Santa.
Dagli Svevi agli Aragonesi
Ai Normanni si sostituirono gli Svevi di Federico II Hohenstaufen, che portò Melfi all'apice del suo prestigio. L'imperatore scelse la città come residenza estiva e qui (ma anche nelle località di Lagopesole, Palazzo San Gervasio e, secondo alcune fonti, anche Monticchio) trascorse i suoi momenti di svago, dato che prediligeva le foreste del Monte Vulture per praticare la falconeria (la caccia col falcone), il suo hobby preferito. Inoltre, il sovrano svevo promulgò dal castello le Costituzioni di Melfi (o Constitutiones Augustales), codice unico di leggi per l'intero regno di Sicilia, opera fondamentale nella storia del diritto, le cui caratteristiche sono considerate "moderne" dagli storici. Quando il governo di Federico II cessò di esistere e i nuovi padroni angioini si insediarono nel suo regno, per Melfi iniziò il declino, sebbene Carlo II d'Angiò fece ristrutturare e ampliare il castello. Gli angioini vennero spodestati dagli aragonesi, che divennero i nuovi signori di Melfi. Poco più di due secoli dopo, quando Melfi era da tempo sotto il dominio spagnolo, l'esercito francese guidato da Pietro Navarro e Odet de Foix causò uno degli avvenimenti più truculenti della storia della città. Infatti, tra il 22 e il 23 marzo 1528, avvenne il cosidetto assedio di Melfi, passato alla storia come "La Pasqua di sangue", ove la città venne saccheggiata, bruciata e gran parte della popolazione venne sterminata, le cui cifre approssimate si aggirano tra le 3.000 e le oltre 4.000 persone uccise. L'offensiva francese venne sradicata dal re spagnolo Carlo V, che riconquistò Melfi nel 1531 ma la città, ormai ridotta in macerie, fu abbandonata per mesi. Con l'emissione di due editti da parte del sovrano, Melfi venne ripopolata da persone provenienti dagli abitati limitrofi e da una colonia di albanesi; inoltre fu esentata dal pagamento dei tributi per 12 anni.
Dal '500 ad oggi
Dopo il governo di famiglie nobili come i Vaccaro di Lavello e i Doria di Genova, a Melfi avvennero varie insurrezioni sociali, come nel 1728 contro la gabella della farina e nel 1831 per la quotizzazione delle terre demaniali. Poco dopo l'unità d'Italia, divenne teatro di scontri durante il fenomeno del brigantaggio, venendo occupata il 15 aprile 1861 dalle bande di Carmine Crocco. Anche a Melfi si fecero notare alcuni briganti come Domenico "Malacarne" Zappella e Michele Schirò, che si unì alla causa del brigantaggio lucano a soli 13 anni. Nella città trovarono la morte i briganti Giuseppe Schiavone, Giuseppe Petrelli e Aniello Rendina, giustiziati il 28 novembre 1864 dai bersaglieri sabaudi. Il 19 luglio 1868, la città diede i natali a Francesco Saverio Nitti, presidente del consiglio e ministro, nonché uno degli attivisti lucani della questione meridionale, assieme al rionerese Giustino Fortunato. Logorata ancora da calamità come il terremoto del Vulture nel 1930, che rese Melfi il comune dell'area maggiormente danneggiato, e le emigrazioni verso il nord Italia ed il nord Europa, la città iniziò a vedere una certa ripresa agli albori degli anni '90, con l'edificazione degli stabilimenti FIAT e Barilla. Melfi ha conferito la "Cittadinanza Onoraria" alla princessa Kathrin von Hohenstaufen, ultima discendente diretta di Federico II ed Isabella d'Inghilterra.
Simboli
Blasonatura stemma
Iniziò da essere costruita nel 1076 per volere di Roberto il Guiscardo. Del suo passato normanno è rimasto ben poco per via dei terremoti e le ripetute restaurazioni hanno reso il suo attuale aspetto prettamente barocco, ad eccezion fatta per il campanile, eretto nel 1153 per ordine di Ruggero II, il quale conserva ancora uno stile romanico normanno.
Chiesa di Sant'Antonio
La costruzione avvenne nel 1423 e i restauri dopo il 1851. Fu gravemente danneggiata dall'esercito di Odet de Foix nel 1528, durante l'assedio di Melfi e resistette ai terremoti del 1731 e del 1752, ma quello del 1851 la danneggiò seriamente. Dal XVII al XVIII secolo, la chiesa viene dedicata a Sant'Antonio. Di stile romanico e gotico, conserva affreschi dell'epoca, una statua lignea di Sant'Antonio con Bambino dipinto in oro e un dipinto napoletano su tavola del XVI secolo. Durante le opere di restauro furono scoperti due archi in stile gotico, ove sull'arco trionfale è scolpita la data di ricostruzione (1523), a seguito del sisma del XV secolo.
Chiesa rupestre di Santa Margherita
Interamente scavata nel tufo, risale al 1200. Fu scoperta da Gian Battista Guarini. Gli affreschi rappresentano soggetti come S. Margherita (sopra all'altare principale), l'arcangelo Michele, la Madonna con Bambino, S. Giovanni Battista e Cristo in Trono. Notevole una rappresentazione del motivo di Federico II che si imbatte in tre scheletri, diffuso schema di memento mori. Tra gli affreschi appaiono tre figure laiche in tenuta da falconieri, che, per il critico napoletano Raffaele Capaldo, sono i componenti principali della famiglia imperiale sveva: Federico II, sua moglie Isabella d'Inghilterra ed il figlio dell'imperatore, Corrado IV.
Chiesa rupestre della Madonna delle Spinelle
Scoperta nel 1845 a seguito di una frana, ne resta solo la cappella terminale (resti della navata furono spianati negli anni '70 per creare un piazzale antistante) di pianta esagonale con sei semicolonne che sostengono un cornicione. In era medievale era una parte della Basilica di S. Stefano, una costruzione paleocristiana con più navate e cappelle annesse. Fu luogo di varie riunioni e congressi e si sostiene che da questa struttura partirono i soldati normanni capeggiati da Boemondo e Tancredi d'Altavilla per la prima Crociata in Terra Santa.
Chiesa rupestre di Santa Lucia
Situata in contrada Giaconelli, a metà strada tra Melfi e Rapolla, è costituita da un solo ambiente con volta a botte. Gli affreschi della cripta, risalenti al XIII secolo e restaurati dal pittore prof. Tullio Brisi, presentano uno stile prettamente bizantino ed illustrano le storie della santa. Inoltre vi è una raffigurazione della "Madonna con Bambino" seduta su trono mosaicato, tipica opera bizantina.
Chiesa della Madonna del Carmelo (o Chiesa del Carmine)
Un tempo era parte del Convento dei carmelitani, che occupava buona par
Ultime Notizie
Intesa bipartisan sblocca la legge anti fannulloni
Passa al Senato il testo voluto da Brunetta. Previste punizioni per gli assenteisti della PA
La palestra in ufficio fa bene e aumenta la produttività
I dipendenti che la utilizzano sono più efficienti e meno stressati
regione basilicata net it
Accreditamento Regione Basilicata
Sito ufficiale della regione, con notizie in video, schede e informazioni sul territorio e sulle sue istituzioni.
Regione Basilicata
RIPE WHOIS Database Search
Regione Basilicata
The statistics were last updated Wednesday, 17 December 2008 at 20:31, at which time 'RC.PZ.garr.net' had been up for 442 days, 5:56:49.
Peering Regione Basilicata
Regione Basilicata Arch. Anna Abate Email: opendays@regione.basilicata.it . Ing. Nicoletti Mobile: +39.347.1202345 _____ _____ ...
Open Days: International conference in Basilicata
The gonfalon is blue with the coat of arms in the middle and the words Regione Basilicata in gold above. Pascal Vagnat, 22 September 1998 . Basilicata adopted on the 6 April 1999 a ...
Basilicata Region (Italy)
Regione Basilicata Lucania. All you wanted to know about Basilicata but could not find anywhere ... Italiamia.com | Italiabest.com | Italiamiapersonals.com | Zonamia.net | ...
Regione Basilicata
Regione Basilicata - Barra Comandi
Antonio Nicoletti - tel +39.347.1202345 email: opendays@regione.basilicata.it : 35 : 36 : 37 : European Commission : 38
Foglio1
REGIONE BASILICATA Dipartimento Attività Produttive, Politiche dell’Impresa, Innovazione Tecnologica Andrea FRESCHI Tel. +39 0971 668730 Mail: dg_attivita.produttive@regione ...
